Chiama angeli: maternità e simboli

Del chiama angeli non avevo mai sentito parlare, fino alla maternità. E’ stato il primo regalo ricevuto dopo l’annuncio che sarebbe arrivato un nuovo bebè e dal giorno in cui mi è stato donato poi non l’ho più tolto, l’ho tenuto al collo giorno e notte, fino alla nascita di mio figlio. Tornata a casa dall’ospedale, l’ho riposto con un pizzico di mestizia: è stato un oggetto che mi ha accompagnata per mesi, il simbolo attraverso cui la mia maternità si è rivelata, costruita, plasmata, giorno dopo giorno, e si è creata quella speciale e alchimia come tra ogni donna e l’essere che porta in grembo, che pian piano si poi evolve in una magica simbiosi tra madre e figlio, una melodia ogni volta unica e irripetibile. Il primo ricordo di quella musica nuova è proprio il dolce tintinnio di un chiama angeli.

 

Cos’è il chiama-angeli

La leggenda del chiama angeli o richiamo degli angeli ha la sua origine nella cultura Sud Americana. E’ così che Claudia Casentini inizia a raccontarmi l’origine di questo monile, mentre le sue mani intrecciano con maestria fili e fili di rame, scelgono perle e ornamenti Nella Bottega delle Mille Pietre il suo angolo di mondo, quel grembo creativo da cui ogni giorno nasce un nuovo gioiello, per le donne e le future mamme. Il chiama angeli è formato da una sfera d’argento liscia o cesellata, al cui interno c’è un piccolo xilofono: con il movimento lo xilofono produce un dolce suono che, si dice, ha il potere di richiamare l’attenzione del proprio angelo custode. Secondo la tradizione messicana il chiama angeli veniva regalato alle donne in attesa come buon augurio: il tintinnio rilassante del sonaglio, posto sulla pancia della donna incinta, ha lo scopo proprio di creare una profonda connessione tra la futura mamma ed il suo piccolo. Inoltre, il suono del campanellino attira l’attenzione degli angeli sul piccolo che verrà alla luce.

Chiama angeli: scienza o leggenda?

Indossare un chiama angeli non vuol dire necessariamente credere a fantasie e misticismi vari, ma ogni cultura è profondamente permeata dal simbolismo che, talvolta, cela piccole verità scientifiche. La leggenda del chiama angeli è stata recentemente supportata da studi scientifici che hanno evidenziato che i già dalle 16-20 settimane di gestazione i nostri piccoli possono sentire suoni esterni, comodamente racchiusi e coccolati nel ventre della mamma, familiarizzare pian piano con quei suoni che ritroverà poi nel mondo estero.

chiama angeli con albero della vita

L’albero della vita

Un altro simbolismo importante, legato alla maternità, è l’albero della vita: presente in molte culture, con nomi diversi e significati magici specifici. Seppure con tante specificità, legate alle differenti aree del mondo, ogni cultura nella cui tradizione è presente l’albero della vita, lo rappresenta come la sorgente della vita. E’ infatti un altro simbolo di grande valore mistico che simboleggia l’augurio di una vita costruita su solide basi, come il tronco e le radici vigorose dell’albero, una vita piena ed intensa come la chioma dell’albero, ricca di rami, foglie e frutti.

Chiama angeli e albero della vita: simboli della maternità

Il chiama angeli e l’albero della vita sono sicuramente i regali ideali per una mamma in dolce attesa, con un significato anche sociale che va oltre il valore simbolico di questi monili: indossare un chiama angeli ci rende immediatamente visibili, sottolinea quelle pance appena accennate dei primi mesi, che tutte noi abbiamo ostentato con orgoglio e un pizzico di timore. E’ forse il primo vero oggetto che ci identifica come madri, agli occhi degli altri, e allo specchio davanti noi stesse: è l’elemento simbolico del cambiamento che iniziamo a percepire, accettare, accogliere e vivere in quella dimensione davvero magica e piena di sogni sul futuro che sono quei nove, interminabili mesi di attesa!

Un regalo unico

Scettiche o sognatrici, tradizionali o ribelli, credo che tutte le future mamme amino ricevere doni che diventeranno poi ricordi di quei mesi così intensi e unici, regali che rispecchino il tempo dell’attesa, del creare lentamente, pezzetto dopo pezzetto, quella nuova piccola vita che poi stringeremo tra le braccia. I gioielli che Claudia, artigiana creativa o, come lei ama definirsi, un mix tra un fabbro e una ricamatrice, crea per le spose e sopratutto per le donne in dolce attesa, sono quanto di più delicato io possa immaginare per essere indossato da una futura mamma: gli intrecci e le sinuose geometrie delle sue creazioni si rincorrono nelle meravigliose forme di alberi della vita che affondano le proprie radici nelle sfere lucenti dei chiama angeli. Claudia infila le pietre preziose una alla volta, mucchietti di pietre diventano chiome dai delicati riflessi, fili preziosi scrivono il nome del nascituro, in un’armonia di forme e proporzioni inconfondibile.
Mi piace pensare a Claudia come ad una di quelle donne lontane che accoglievano le nascite con gesti e rituali di buon auspicio: e il regalo migliore, per ogni futura mamma, è sicuramente il ricordo unico, magico e speciale, di quei nove mesi di attesa, di carezze sul grembo e piccole impercettibili note di una musica antica

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