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Orto Botanico: passeggiata infrasettimanale coi bambini piccoli

Perdersi nei vicoli di Roma fa sempre un po’ l’effetto Vacanze Romane, eppure qualche volta si sente il bisogno di scappare dal caldo e dalla folla, soprattutto in questo periodo: proprio dietro l’angolo di Porta Settimiana, nel cuore di Trastevere, alle spalle della Galleria Corsini, potrete trovare rifugio nell’ombra e nella pace dell’Orto Botanico.

L’Orto Botanico di Roma dal 1278 ad oggi

L’Orto è di antichissima fondazione: il primo pomarium, un frutteto, si deve al papa Niccolò III, nel 1278, all’interno delle Mura Vaticane. Nel corso dei secoli la collezione si arricchisce di erbe medicinali e subisce vari trasferimenti: nel 1660 papa Alessandro VII Chigi lo cede all’Università di Roma e lo porta sulle pendici del Gianicolo; nel 1820 viene trasferito a Palazzo Salviati e di nuovo, nel 1876, nel convento di San Lorenzo in Panisperna. Finalmente nel 1883 trova la sua collocazione definitiva nel giardino di Palazzo Riario Corsini, attualmente sede della Galleria.

Ad oggi l’Orto si estende per circa 12 ettari, accoglie più di 3500 specie vegetali ed è ancora gestito dall’Università di Roma “La Sapienza”, prezioso centro di ricerca scientifica sull’ecologia dell’ambiente urbano, con lo scopo di costruire una banca genetica per le specie in via di estinzione e di promuovere l’educazione ambientale attraverso l’impegno didattico e divulgativo.

Passeggiata infrasettimanale all’Orto Botanico

Avevo sentito di file all’ingresso e viali affollati nei weekend, quindi ho deciso di avventurarmi con mia figlia di due anni in un giorno infrasettimanale: l’impressione è quella di lasciarsi alle spalle il rumore dei sampietrini e del Lungotevere ed immergersi in una bolla di luce rifratta dai viali di ghiaia bianca e di verde brillante delle palme. Subito sulla sinistra si incontra il Giardino dei Sensi, vasche rialzate che ospitano specie con particolari caratteristiche tattili ed olfattive: ho provato a proporre alla piccola di riconoscere gli odori familiari ma è stato di gran lunga più interessante seguire le api che facevano merenda di polline sui fiori!
Nei pressi ci sono fontanelle per riempire le borracce e bagni.

Cliccate qui se volete scaricare la mappa dell'Orto Botanico in formato pdf!

Da questo punto in poi, proseguendo il percorso inerpicandosi verso sinistra come consigliato nei dépliant distribuiti all’ingresso, il terreno è in battuto ed è decisamente più comodo condurre i passeggini, fintanto che ci si mantiene sul selciato. Si cammina nel bel mezzo della collezione di palme, rilevante per il numero totale di esemplari e per la presenza di specie rare ed a rischio, fino a raggiungere il roseto. Consiglio di entrare nel roseto senza ingombri, che le scalette sono scoscese e non sempre agevoli, eppure vale la pena seguire il percorso segnato progressivamente, dalle prime rose spontanee alle successive derivazioni.
In corrispondenza del roseto, verso sinistra si scende nella valletta delle felci, che si chiude nel Vigneto Italia, collezione di oltre 150 vitigni in rappresentanza delle 20 regioni italiane.

Proseguendo invece sul percorso principale ci si addentra nella collezione di bambù più ricca d’Europa: sono presenti oltre 60 varietà (particolarmente pregiata quella nera) e l’habitat è talmente favorevole che in primavera crescono anche 60cm al giorno! Inutile dire che i bambini impazziscono giocando all’ombra dei fusti larghi anche 15/20 cm di diametro!

Siamo arrivati nel punto più alto dell’Orto, il punto panoramico del Gianicolo è proprio sopra le nostre teste, non lasciamoci sorprendere dal cannone di mezzodì, ma piuttosto godiamoci la vista su Roma e giochiamo a riconoscere gli scorci tra una chioma e l’altra; andiamo incontro al giardino giapponese, ricostruzione del giardino da passeggio, ricco di giochi d’acqua, cascate e laghetti pieni di girini. Nella valletta discendente abbiamo scovato un Bugs Hotel, ed abbiamo aspettato a lungo per poter osservare gli insetti vi che trovano accoglienza: le vespe e le farfalle che fungono da agenti impollinatori, le coccinelle che danno la caccia ai parassiti e tutti contribuiscono a mantenere la biodiversità in modo naturale.

Abbiamo poi proseguito il percorso inoltrandoci nel Bosco Romano, o mediterraneo, che si dice essere l’ultimo tratto di vegetazione spontanea sopravvissuta all’urbanizzazione: lecci, roverelle, cerri e tantissimi acanti di sottobosco. Sembra che il bosco sia abitato da esemplari di picchio rosso e verde ed abbiamo provato ad ascoltare ed osservare le chiome degli alberi ma senza fortuna. Scendendo si attraversa anche la ricchissima collezione dei Gimnosperme , più di 70 specie, tra cui alcuni rarissimi esemplari di Abete delle Madonie (ritenuto estinto fino al 1957) o due individui di Wollemia nobilis (ritrovata nel 1994).

In fondo al bosco si incontra la Scalinata degli Undici Zampilli: non saprei dirvi se siano veramente 11, perché la scalinata l’abbiamo fatta circa 10 volte ed ho perso il conto, ma sono riuscita ad osservare i platani ultracentenari, più di 350 anni ciascuno, che ornano le testate delle vasche laterali. A ridosso della scalinata c’è una serra che accoglie il Butterfly Eden: con una tessera di 4€ (iscrizione online sul sito) si possono osservare i bruchi, le crisalidi e le farfalle volare in un habitat favorevole e monitorato e con l’aiuto degli operatori si può perfino dar loro da mangiare. Da qui si riscende velocemente verso il viale principale, attraversando il giardino mediterraneo e la zona delle serre che, a causa dell’emergenza covid, sono momentaneamente chiuse; passandoci affianco, attraverso le finestre, si possono però vedere la collezione di succulente nella Serra Corsini (struttura di inizio 1800) oppure le bromeliacee nella Serra Monumentale (anch’essa 1877). In questa zona, nella piantina sono indicati dei punti ristoro self service che abbiamo trovato chiusi, ma si dovrebbero invece trovare aperti nel weekend. A meno che non ci si voglia ancora immergere in questo bagno di “suoni, colori e profumi” (ed ossigeno, aggiungerei) il percorso all’interno dell’Orto Botanico si conclude qui: l’avventura no perché, come si può facilmente immaginare, l’Orto si presenta sempre diverso a seconda della stagione ed è quindi estremamente interessante tornare ad osservare questo prezioso “Museo Vivente”.

orto botanico giardino

Costi di ingresso all’Orto Botanico e Butterfly Eden

4€ ingresso all’Orto Botanico (gratis fino a 6 anni) + 4€ ingresso Butterfly Eden, prenotazione obbligatoria nel weekend dal sito ufficiale. Attenzione agli eventi, alle attività ed ai laboratori offerti in continuo aggiornamento!

Consigli da mamma a mamma

Ricapitolando: scarpe comode (4612 passi, con un buon dislivello); passeggino sì, ma solo nel tracciato principale; fontanelle potabili e bagni sì, punto ristoro – un piccolo bar all’ingresso; cani no (solo accompagnamento non vedenti).

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