21 aprile 753 a.C. la nascita di Roma raccontata ai bambini

21 aprile: una data importante per la città di Roma, si festeggia oggi un compleanno davvero speciale, quello della nostra città! Una delle più belle città al mondo, affascinante perché ricca di storia, cultura, e anche contraddizioni: Roma è una città difficile da dimenticare ma.. forse non tutti ricordano la leggenda della fondazione di Roma, in quel 21 aprile 753 a.C. che oggi, convenzionalmente, celebriamo come il compleanno della nostra città!

Negli anni passati, il 21 aprile è sempre stato un giorno ricco di eventi ed iniziative; quest’anno ovviamente anche il compleanno della nostra bella città non potrà essere festeggiato in grande stile ma può sicuramente essere l’occasione per una piacevole passeggiata all’aperto, in uno dei meravigliosi parchi di cui la capitale è ricca, ed è sicuramente il giorno giusto per raccontare ai nostri bambini la leggenda della fondazione di Roma….

Tutti conoscono com’è andata la guerra di Troia, ma pochi sanno che la notte della sua fine ebbe inizio un’altra, incredibile, avventura…

I Greci vincitori dettero fuoco alla città e, mentre Troia bruciava, uno degli eroi troiani, Enea figlio di Venere, scappò per mare, portando con sé l’anziano padre Anchise ed il giovane figlio Ascanio Iulo. Viaggiarono per 7 anni in tutto il Mediterraneo, affrontando tempeste e mostri, finché non approdarono sulla costa del Lazio, presso la città di Laurento, dove vivevano i Latini, che li accolsero benevolmente.

Enea sposò la figlia del Re, Lavinia, Iulo divenne il loro Re e fondò una nuova città sulla cima del Monte Albano; la nuova città si chiamò Alba Longa. I discendenti di Enea e Iulo regnarono ad Alba Longa per più di 300 anni, finché un giorno Amulio si appropriò del trono di suo fratello, il legittimo Re Numitore, lo mandò in esilio e costrinse la sua unica figlia Rea Silvia a farsi sacerdotessa della Dea Vesta.

Ma Marte, il Dio della Guerra, si innamorò di lei e dal loro amore nacquero due gemelli, Romolo e Remo. Per proteggerli dalla cattiveria dello zio Amulio, Rea Silvia mise i piccoli in una cesta e li abbandonò sul fiume Tevere. Una lupa sentì i vagiti, li salvò e li allattò, finché i bimbi non vennero trovati da un pastore di nome Faustolo e da sua moglie Acca Larenzia che li crebbero come figli loro.

Quando furono diventati dei giovanotti e dei coraggiosi guerrieri i genitori rivelarono la loro vera identità, conosciuta la verità i fratelli non esitarono ad uccidere il cattivo Re Amulio e restituire il trono di Alba Longa al loro nonno Numitore. Ottennero così il permesso di fondare una nuova città da regnare, ed insieme decisero per il luogo dov’era la grotta della Lupa che li aveva trovati, sulla riva paludosa del Tevere, ai piedi del Colle Palatino. I fratelli non furono però d’accordo su chi sarebbe stato il Re: andarono Remo sull’Aventino e Romolo sul Palatino ed iniziarono ad osservare il volo degli uccelli per capire quale fosse la volontà degli Dei; Remo ne contò 6, Romolo ben 12! Quando iniziarono a tracciare il confine sacro della città, Remo fu accecato dalla gelosia, aggredì Romolo, scoppiò una rissa, e rimase ucciso.

Romolo diventò così il fondatore ed il primo Re di Roma: quel giorno era il 21 Aprile 753 a.C.

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