Cos’è la genitorialità?

Cos’è la genitorialità?



Cosa significa essere genitori?

Cosa è importante che noi facciamo per la “salute psicologica” dei nostri figli?

Oggi si parla tanto di genitorialità, di cosa bisogna fare per essere dei genitori responsabili,adeguati, efficaci ma sono convinta che ancora poco si riflette su cosa significa essere genitori.

Nella nostra società siamo molto più interessati ad avere dei bravi bambini educati e rispettosi delle regole,pensiero che in parte condivido ma che penso non sia assolutamente sufficiente per assolvere al meglio il compito di genitori.

Credo che ognuno di noi dovrebbe ragionare seguendo maggiormente o quanto meno anche il proprio istinto che non deve necessariamente essere visto come cattivo consigliere soprattutto quando si parla del rapporto genitori, figli.

Quante volte sentiamo delle neomamme, per esempio alle prese con i primi pianti dei loro bambini, affermare che l’istinto avrebbe detto loro di prenderli in braccio per rassicurarli ma poi hanno preferito  non farlo pena la probabilità di viziarli a costo di farsi una violenza verso se stesse?

Dobbiamo riflettere sulla nostra capacità di essere genitori.

Ognuno di noi porta nel suo corredo genetico la potenzialità di essere genitore proprio perché la nostra specie, come  tante altre, possiede la capacità di riprodursi. E non solo!

Noi siamo l’evoluzione delle scimmie con le quali condividiamo il 99% dei geni, allora perché noi esseri umani abbiamo cosi tanta difficoltà a capire che i nostri cuccioli essenzialmente hanno bisogno di amore, protezione, calore, affetto, sostanzialmente di essere amati?
In questi ultimi tempi gli scaffali delle librerie sono popolati da manuali e manuali su come si fa per essere genitori, le copertine hanno per lo più foto decisamente accattivanti ma allo stesso tempo in netto contrasto poi con i reali messaggi che contengono all’interno.
Se ne vendono copie e copie e questo è un altro dato che ci fa capire che effettivamente c’è un disperato bisogno di farsi dire cosa e come fare per poter svolgere al meglio il proprio ruolo genitoriale.

Anche i mass media intervengono per dirci ciò che è giusto e ciò che non lo è nell’accudimento della nostra prole, esistono infatti anche dei programmi televisivi (per esempio SOS TATA) in cui praticamente il ruolo genitoriale ruota intorno al solo concetto di educazione con un sistema per lo più basato su premi e punizioni in un’ottica prettamente skinneriana.

Non credo sia giusto pensare che essere genitore significhi solo educare inteso come disciplinare.
Perché non andiamo più a fondo sul significato di questa parola capendo che in essa è contenuto anche altro?

Dal latino educere educare significa “tirare fuori”ed io lo traduco come sfruttare le risorse che ognuno di noi possiede per adattarsi al proprio territorio, all’ambiente in cui vive e quindi per farsi educare se prima però c’è stata una relazione significativa con il genitore.
Io in tutto questo ci leggo tanta tanta fragilità e insicurezza rispetto ad un ruolo che dovrebbe essere del tutto naturale senza che nessuno interferisca sulla procedura migliore per essere genitori.
Avete mai visto una scimmia chiedere consiglio ad un’altra scimmia su come si deve fare per prendersi cura del proprio cucciolo?o chiedere ad una tata pelosa “istruzioni per l’uso” del proprio neonato?
Non tutto ovviamente è scritto nei geni, ma sicuramente il nostro istinto è poco ascoltato a discapito invece di regole sociali, libri e quant’altro che ci insegnano come comportarci da genitori.
Ribadisco che siamo genitori perché la natura ha prescritto questo per la nostra specie.
Quello che sostanzialmente ci differenzia dalle altre specie è che il cucciolo dell’uomo, non ha davvero nessuna possibilità di sopravvivenza senza l’accudimento costante del proprio genitore, da solo non può nulla.
Il cervello umano si completa nei primi 36 mesi di vita, diverse parti del cervello con annesse tutte le funzioni si sviluppa solo dopo la nascita e chi puo’ aiutare il cucciolo umano a maturare il proprio cervello? ovviamente il genitore; e come? proteggendolo, comunicando inizialmente attraverso l’utilizzo dei nostri canali sensoriali per poi dare più avanti spazio al dialogo, alla comunicazione verbale tappe queste che aiutano il piccolo a fidarsi della propria figura parentale e il genitore a conoscere il proprio figlio.

Una volta nata la relazione tra i due, il bambino sentirà di potersi fidare e naturalmente si farà “educare” a diventare grande perché prima è nato un rapporto di amore!….

….perchè una prima infanzia custodita, protetta è il fondamento per un’età adulta accompagnata dal successo. Non è contemplabile la possibilità che un bambino sia amato troppo. (D.Morris, Il bambino)

Marta Falaguasta
(Psicologa,Psicoterapeuta)

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